Se mi lascerai, almeno metti della morfina sul mio comodino, e saprò come non soffrire.

Un pazzo capellone scrive parole apparentemente senza senso, come la nebbia che accarezza le colline e poi timidamente fugge via per liberare agli occhi l’espressione più magica di madre natura.

Ogni piccolo gesto, racchiude un significato, un legame, una rottura, a volte,  una rinascita.

Le nuvole portano pioggia, l’acqua fa bene alla terra, alterna il sole per poi dare spazio alla notte, dove leggera e profumata cade la nebbia, dove tutto per un attimo, per magica scienza, prende forma e intrappola i profumi.

Un giorno tutto questo sarà espressione massima di un vino, ed il legame con l’uomo rimarrà imprescindibile, come la morfina, che allevia le pene di chi soffre, come la pioggia che bagna la terra e le teste degli uomini, per ricordare loro che un giorno, un minuto, il sole tornerà, e sarà tutto più bello, che a volte potrà piovere, ma sarà solo per poco.