Mela Z: posso evocarla quando voglio, ma senza alcun effetto!

Tutto nasce, fa il suo corso e poi inesorabilmente ci lascia, lasciandoci orfani ed ammutoliti, a farci compagnia solo una strana e vaga sensazione retrolfattiva…

È che si va veloci, più di quanto dovremmo, più di quanto ci potremmo permettere, nel tentativo, vano ed illusorio, di essere al posto giusto nel momento giusto, affannandoci nel cercare una soluzione ai tanti problemi che non ne hanno.

Poi accade. Prima o poi accade che ci si fermi un attimo, che qualcosa, fastidioso e provvidenziale come un noioso sassolino in una scarpa, interrompa la quotidiana corsa che ci mozza il fiato e ci costringa a rallentare.

E quello che ci era sembrato un noioso incidente di percorso si rivela, inaspettatamente, un’opportunità.

Un sassolino da nulla. Un maledetto sassolino che ci costringe al lato della strada, e mentre lo togliamo dalla scarpa siamo inevitabilmente costretti a rallentare, a fermarci.

È ” la grande occasione”, sta a noi comprendere quanto sia prezioso questo momento, quanto sia importante il godere ogni momento, ogni singolo istante del viaggio e quanto poco valore abbia, in realtà, arrivare alla meta.

Quando si va di corsa la nostra macchina fotografica non immortala che immagini sfuocate, frammenti fumosi ed indistinti.

Fermarsi restituisce ai nostri occhi il contorno preciso di ogni cosa e ci rende consapevoli di quanto ci circonda, della poesia di una gemma preziosa che ci donerà il proprio frutto dal quale ricavare vino.

Fermarsi significa poter godere appieno del profumo dell’aria di primavera che riempie i polmoni, fermarsi vuol dire godere dei particolari di un paesaggio, dell’odore di una valle di gesso, del sorriso accennato di un’ amica che vedrai per un’ ultima volta.

Fermarsi significa chiudere la vita in una mano e tenerla stretta, o scegliere di lasciarla andare, questa vita breve che abbiamo ed aprire le dita e farla scivolare via come sabbia mentre continuiamo la corsa.

Questo è il senso che voglio dare a questo viaggio: raro e prezioso, della consapevolezza che non ti consente rimpianti perché ogni momento lo hai vissuto senza fretta e lo hai restituito, vivo ed indelebile, all’ archivio della memoria.

Mela z è là, ma purtroppo, a volte, non ha lo stesso effetto che vorrei avesse nella vita corrente, ma serve solo per annullare una riga, un punto, uno stupido tasto digitato male.

Posso evocarla quando voglio, ma senza alcun effetto

La lentezza nell’ assaporare il viaggio ha fermato nel tempo gli umori, gli odori,  le intense percezioni di quei momenti.

Sono un patrimonio personale, impossibile da condividere. Un tesoro, un piccolo capitale con il quale ripartire per un altro viaggio all’ insegna di una creativa lentezza.