La pizza è femmina, se è pizza fritta di Isabella de Cham poi, non può che irrimediabilmente sedurti.

Se chiedessi a mio nonno cosa gli ricorda la pizza fritta, probabilmente mi risponderebbe Sophia Loren.

Se lo chiedeste a me, con tutto il rispetto dovuto alla Sophia nazionale, la risposta sarebbe Isabella de Cham.

Non vi fate illusioni. A dispetto del cognome, Isabella è italiana, anzi, più esattamente napoletana. E la pizza fritta la fa veramente, non è un’attrice  ma una giovane e minuta ragazza che ha deciso di mettere le mani “in  pasta” e  ha tirato fuori dei piccoli capolavori di gusto.

Corre veloce, Isabella.

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Si è mangiata i traguardi, non li ha tagliati

È diventata presto, e con merito, l’icona della pizza fritta nella sua più recente ed aggiornata versione.

Va veloce, Isabella.

Lavora con le cose più semplici e antiche del mondo: le farina, il sale, l’acqua, il lievito.

Ha la grazia di una farfalla e la grinta di un lottatore di sumo.

Isabella mescola, impasta, sperimenta. Nel suo bagaglio, insieme ai pochi ingredienti, c’è posto per altro. Molto altro. Un impasto, giusto per stare in tema, fatto di tenacia, curiosità, motivazione e tanta passione, che di tutte le cose è cervello e motore.

Dalle sue mani nascono piccoli miracoli e la pizza, tuffata nell’olio che sfrigola e già mette allegria, si gonfia a protezione dei saporiti ripieni.

Quando la assaggi, senti una fusione di tutti i sensi. Ne apprezzi non solo il sapore, ma il profumo, il calore, il croccante dell’esterno ed il morbido dell’ interno. Credo si chiami sinestesia…

Io non so dove andrai Isabella, ma fosse anche in capo al mondo, io ci sarò, lì in fila, ad aspettare il mio turno, pregustando di assaggiare un pezzetto di paradiso…